Senza categoria 7 settembre 2017

Ascoltare musica in cuffia. Necessità sociale o gusto personale?

La nostra società è cambiata. I rapporti tra le persone sono cambiati e forse è cambiato anche il rapporto con noi stessi…di sicuro è cambiato il nostro modo di affrontare e di intendere il mondo.

E’ un modo più egoista, più egocentrico in una certa misura, che esalta il benessere individuale a scapito di quello collettivo. E può sembrare eccessivo, ma sono convinto che tutto ciò abbia fortemente influenzato anche le nostre abitudini più semplici. L’ascolto della musica, per esempio, è un’azione che è molto cambiata nel tempo.

Ricordo quando ascoltavo la musica da ragazzo; all’uscita di un nuovo disco non vedevo l’ora di poterlo comprare e poi subito condividere con i miei amici, ascoltarlo insieme ed insieme decidere se si trattava di un capolavoro, di un buon disco o di un’opera mediocre. Tutto però rigorosamente insieme, con discussioni ed opinioni e tutto rigorosamente ascoltato con l’impianto migliore e con le casse acustiche.

Vero è che la rivoluzione dell’ascolto ‘’personale’’ è avvenuta alla fine degli anni ’70 con il Walkman Sony ma è solo negli ultimi 5 anni che è diventato un fenomeno di massa, che ha spinto tantissimi costruttori a riprendere lo studio e la realizzazione di cuffie e soprattutto ha creato le condizioni per un nuovo prodotto: l’amplificatore per cuffia.

Perché l’ascolto della musica in cuffia oggi è così popolare?

Sarebbe troppo complicato inserire in questo articolo l’influenza che ha avuto nel campo della riproduzione sonora l’avvento della musica digitale ma basti considerare che anche per un vero appassionato di ascolto di musica di qualità, il fatto di avere sempre a disposizione i propri brani preferiti ha rappresentato una tentazione irresistibile, a scapito della qualità generale di ascolto. Oggi le cose sono cambiate, per fortuna in meglio. L’esigenza sempre crescente di personalizzazione, unita ai cambiamenti nei rapporti tra le persone ed anche alla necessità di ascoltare in modo intimo la propria musica, ha portato ad una evoluzione della tecnologia di progettazione e costruzione delle cuffie, che hanno quindi presto scoperto i limiti degli amplificatori cuffia integrati negli amplificatori tradizionali collegati all’impianto per pilotare gli altoparlanti.

La nascita di apparecchi dedicati al pilotaggio di cuffie sempre più ‘’impegnative’’ ha quindi permesso un’evoluzione dell’ascolto personale fino a qualche anno fa impensabile.

Pregi e difetti dell’ascolto in cuffia

L’ascolto della musica in cuffia è quindi migliorato grazie alla tecnologia, spinta a sua volta dalle richieste del mercato. Tuttavia l’ascolto in cuffia resta un modo di ascoltare musica meno naturale rispetto all’ascolto con gli altoparlanti, che sono nati anche per tentare, insieme al resto della catena audio, di riprodurre il più fedelmente possibile la musica dal vivo.

La differenza è tutta qui; non vedrete mai un concerto dal vivo in cui tutto il pubblico ha le cuffie in testa, perlomeno spero non succeda mai…

Tecnicamente la musica riprodotta in cuffia tende ad avere una localizzazione spaziale ‘’stretta’’, con il fronte sonoro molto vicino e soprattutto nella posizione sbagliata, essendo il più delle volte situato sopra la testa di chi ascolta invece che di fronte, come dovrebbe naturalmente essere. Le frequenze basse ormai non sono più un problema per le cuffie, a patto di scegliere prodotti con un costo abbastanza elevato e non alla portata di tutti ma sono comunque molto legate al tipo di sorgente e soprattutto all’amplificazione che le pilota. Oltre a questo, si deve tenere in considerazione l’innaturalità di avere qualcosa che pesa sulla testa e chiude le orecchie in modo più o meno accentuato a seconda della tipologia di padiglione utilizzata.

Però l’ascolto in cuffia è affascinante, per certi versi accentua la coscienza di sé, soprattutto quando chi ascolta cammina osservando il mondo intorno come se fosse in una bolla di vetro, attore non protagonista di un film senza dialoghi ma con una potentissima colonna sonora. La cuffia isola dal resto del mondo e lascia l’individuo in contemplazione, con la mente fortemente concentrata sulla musica e con la percezione lontana di quello che gli succede intorno. Un modo decisamente suggestivo di gustare la propria musica preferita.

E’ quindi l’impatto emotivo, a mio parere, la caratteristica positiva dell’ascoltare musica in cuffia anche se non si può sottovalutare il vantaggio di poter ascoltare musica al volume preferito senza disturbare il prossimo: grandissimo vantaggio per chi abita in appartamento od in luoghi dove il silenzio è importante.

Come deve essere un amplificatore per cuffia?

Il miglioramento continuo che hanno subito le cuffie negli ultimi anni ha obbligato i costruttori di elettroniche a progettare amplificatori adeguati alle caratteristiche sonore di queste ormai ‘’appendici auricolari’’.

La complessità e la forte variabilità del carico che una cuffia rappresenta per l’amplificatore ha quindi spinto i progettisti a studiare apparecchi in grado di gestire carichi di impedenza estremamente variabili (da 16 a 600 Ohm), a pilotare membrane costruite con materiali estremamente diversi (ed a volte bizzarri) e con tecnologie di trasformazione del segnale elettrico in onde sonore di diverso tipo (elettrostatico, magnetodinamico, isodinamico). Sono nati prodotti semplici, ben costruiti, a volte ben suonanti; poi il livello si è velocemente alzato fino all’apparizione di apparecchi estremamente sofisticati, di altissima qualità ed estremamente costosi.

Valvole, transistors, integrati: quale tecnologia è migliore per pilotare le nostre cuffie?

Decisamente quella che le fa suonare come piace a noi, quella che è in grado di darci l’emozione di un ascolto pieno, potente preciso e musicale. In termini tecnici un amplificatore che abbia sicuramente un’ampia risposta in frequenza, una bassissima distorsione armonica, un grande controllo sulle basse frequenze ed una gamma dinamica in grado di fare fronte ai pianissimi ed ai fortissimi di musica classica, rock o quant’altro vi piace ascoltare.

Non vorrei addentrarmi nei meandri tecnici delle diverse tecnologie di amplificazione, sapendo perfettamente che ognuna di loro ha specifiche positive e lati negativi; mi limito invece ad incoraggiare ognuno di voi ad ascoltare quanti più amplificatori possibile, cercando una sola cosa: l’emozione.

Quello è l’amplificatore giusto.

Tu, la musica e la tua testa

Parte tutto da lì: dalla musica. Arte, intrattenimento, musica colta o musica popolare, tutto alla fine entra nella testa e si trasforma in benessere interiore, in emozione.

E’ questa, credo, la molla che ci spinge a cercare di avere la musica sempre vicino a noi, sempre disponibile e ci spinge a cercare il modo migliore per ascoltarla. Se una volta condividere la musica era importante, ora forse è importante che quella musica si fonda con la nostra anima e ci permetta di affrontare meglio ciò che ci circonda. Quando poi la musica arriva dalla cuffia è come averla già un poco dentro, perché oltre alla distanza emotiva, anche quella fisica è molto breve.

Un piccolo passo per le onde sonore, un grande passo per la nostra pace interiore.

E poi c’è lui: Lympha, l’amplificatore da cuffia prodotto da MODENAUDIO

L’amplificatora Lympha è progettato per chi desidera un prodotto performante dal punto di vista del suono, ma non intende rinunciare all’eleganza di un design pensato nei minimi particolari. È così che MODENAUDIO offre al proprio pubblico ciò che apprezza maggiormente: suono immersivo e di qualità, design raffinato e massima cura dei dettagli.

 

Vuoi lasciarti trasportare dalla musica e ascoltare come non hai mai fatto prima? Contattaci per provare Lympha o avere maggiori informazioni, siamo sempre a tua disposizione!

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